
gli studi
Il mio viaggio nello yoga Iyengar e’ iniziato a 19 anni, quando finito il liceo mi sono iscritta all’università.
Gli anni dell’adolescenza sono trascorsi tra studi classici, busto e fisioterapia.
Il 2006 fu l’anno di svolta: terminato il liceo decisi di interrompere il percorso di cura per la mia scoliosi e presa dalla ventata d’aria nuova che l’università mi stava regalando bussai alla porta di un centro yoga.
Nel 2006 non avevo idea di cosa fosse lo yoga, ma quel centro lo sentii familiare dal primo momento; ogni cosa che l’insegnante diceva mi risultava spontanea, chiara e naturale. Mi innamorai.
Grazie ai miei problemi fisici e alla precisione del metodo Iyengar ho sviluppato una pratica cosciente e coerente che ha costituito la premessa fondante del mio percorso.
Nel 2011 la volontà di studiare, approfondire il metodo e di poterlo trasmettere mi ha spinto a iscrivermi a un corso di formazione che sarebbe durato 3 anni.
A Firenze, ho incontrato due insegnanti che avrebbero cambiato la mia vita: David Meloni e Gabriella Giubilaro. L’incontro con questi due insegnanti formatori è stato fondamentale per lo sviluppo delle conoscenze teoriche, ma soprattutto per lo sviluppo di una fiducia forte nei confronti della pratica.
Nel 2013 ho conseguito la laurea con lode in Scienze Filosofiche, discutendo una tesi dal titolo “L’esperienza del corpo nella fenomenologia di Merleau Ponty”. Più studiavo e più mi appassionavo alla fenomenologia, all'esistenzialismo francese e alla tematica della corporeità. Trovai nella filosofia di Merleau Ponty tutto quello che avevo potuto sperimentare nei miei primi anni di pratica yoga: secondo Merleau Ponty, infatti, ogni soggetto vive il mondo attraverso il proprio corpo, perché il corpo non è il duplicato della coscienza ma è la coscienza stessa. Il corpo non è uno dei mezzi che ci permettono di rapportarci al mondo, ma è l’unico modo per accedere ad esso. Finalmente anche nel mondo occidentale, nel cuore dell’intellettualismo francese, qualcuno si opponeva alla dittatura del cogito e descriveva il “cogito tacito”: l’esistenza stessa, che non può essere colta attraverso un atto riflessivo e razionale, ma che è già la, prima di ogni pensiero.
Nel 2015, due anni dopo essermi laureata, terminai i tre anni di formazione e ottenni la certificazione di insegnante Iyengar yoga di livello Introductory II.
Ho iniziato subito ad insegnare, ma ho anche deciso di continuare a studiare costantemente con David Meloni, che è rimasto il mio riferimento e la mia guida in tutti questi anni.
Nel 2017 ho conseguito il certificato Intermediate junior 1 e nel 2019 Intermediate junior 2.
Credo che ognuno viva la pratica in base alla propria storia: per me lo yoga vive in due parole libertà e identità, perché ha saputo regalarmi un corpo cosciente in grado di muoversi liberamente e la consapevolezza profonda di esistere nel mondo attraverso questo corpo.

posizione preferita
Durante i primi anni di pratica la mia posizione preferita era janunsirsasana. Una posizione che prevede un forte piegamento in avanti, l’allungamento della parte posteriore del corpo e la pressione sull’addome. In effetti in quegli anni il mio carattere non poteva che prediligere posizioni di quel tipo: avevo bisogno di cercare sicurezza, di pace e di calma.
Oggi molte cose sono cambiate e le posizioni che preferisco sono le torsioni. Amo tanto Parivrtta trikonasana perché regala la stabilità e la forza tipica delle posizioni in piedi ma nella torsione del torace e della testa si può sentire quel cambio di prospettiva che è così rappresentativo della pratica stessa. Il fatto di avere le gambe stabili e le anche allineate mi fanno sentire la sicurezza di cui ho ancora bisogno, ma la torsione mi porta verso tutte le nuove possibilità che non mi nego più.








